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Ventiquattro ore. Niente di più, niente di meno. Sufficienti per cambiare la vita di una donna. O - per essere più precisi - cambiarne la pelle. Proprio come in uno spartito le note si accostano, si accordano, si intersecano senza mai entrare in conflitto, così la ripetizione di gesti e rituali di bellezza agisce, con tempi perfetti, per comporre una melodia di un genere nuovo: la sinfonia dell'epidermide.

"La felicità è la poesia delle donne, come la toilette ne è il belletto."

Honoré de Balzac

Quante donne incontriamo nella giornata? Ci sono quelle a noi familiari, i visi amati che riscopriamo ogni giorno, e le perfette sconosciute. La signora che incrociamo per strada o la collega che vediamo attraverso un video. Ogni volta, ci fermiamo con curiosità, non senza talvolta un po' di spirito critico, a osservarle e subito inizia una sequela di domande nella nostra testa. Questa pelle levigata è dovuta alla fortuna o al lavoro paziente di manipolazioni cosmetiche, costanti e accurate? Quei bei capelli lucenti sono un dono di natura o frutto di destrezza e precisione consolidate? Quelle mani morbide come il cachemire, hanno visto ventiquattro... o quarantotto primavere? In altre parole, tutti quei dettagli che formano ciò che chiamiamo eleganza femminile sono un dono della fortuna o l'approdo felice di un lungo, studiato periplo attorno alla toilette di casa?

Per rispondere, Officine Universelle Buly ha seguito per un'intera giornata una donna, una fra tutte. La chiameremo Suzanne, ma potrebbe avere qualsiasi nome. Anche il tuo, per cominciare. Per un breve periodo, giusto il tempo di ventiquattr'ore, questa grande eroina della consapevolezza di sé, signora incontestata della propria pelle, ci apre le porte di alcuni dei momenti più intimi, sfoglia per noi l'agenda della propria bellezza.

Donna che esce dal bagno, Robert Fleury, 1843

L'OROLOGIO DELLA BELLEZZA

Ventiquattr'ore nella vita (e nella pelle) di Suzanne

07:00 — I primi clamori della città parigina-  fino ad allora silenziosa - turbano il sonno, leggero ma ristoratore, di Suzanne. Le palpebre si aprono appena, cullate dal delicato chiarore del mattino. Sarebbe rimasta così volentieri a conversare con Morfeo, ma il dovere chiama: è ora della toilette. Gesti ripetuti con minuzia ed essenzialità per esporre al mondo il paesaggio più bello che ci sia: il suo bel viso angelico. 

07:18 — Dopo aver stiracchiato i muscoli della nuca e delle spalle, si sposta nel bagno attiguo, santuario della cura di sé, arredato secondo il suo buon gusto. Qui inizia, con meticolosità sconcertante, il rituale della toilette mattutina. 

07:22 — Suzanne toglie il pigiama o la camicia da notte e con piglio deciso afferra la spazzola ionica, quindi la passa scrupolosamente su tutto il corpo ancora addormentato per rimuovere le cellule morte e diffondere l'energia necessaria ad affrontare con entusiasmo la giornata.  

07:27 — Entra con passo deciso nella doccia, che preferisce tiepida, quando non fresca. Dona vitalità, ci direbbe se potesse. Si insapona abbondantemente con Huile de Savon nella profumazione Iris di Malta e si lava con cura. E poi resta lì, fra sé e sé, qualche secondo rubato con indolenza, in un alone di delicato profumo.

7:40 — Une fois le corps brossé, la peau nettoyée et l’esprit quelque peu vivifié, il est venu le temps de l’hydratation. Suzanne dépose dans la paume de sa main, quelques gouttes de son Huile Antique Tubéreuse du Mexique, avant de l’appliquer sur ses bras, ses épaules, ses hanches et le bas de ses jambes. Sa peau se fait soudain lumière et s’enorgueillit de notes florales. 

7:45 — L’étude attentive de soi au miroir, fidèle compagnon à l’œil sévère mais au conseil amical. Suzanne le redoute parfois, les lendemains d’une courte nuit où les traits du visage et les entrailles sont comme désobligés. Mais, elle sait aussi en apprécier les échos. Cette ambivalence face à elle-même est fondamentalement l’un de ses plus grands charmes. En ce jour, Suzanne semble satisfaite de son reflet et s’autorise un discret rictus empreint de pudeur. Ce n’est qu’après avoir miré son minois que la valse des soins débute et ses mains se mettent alors à l’ouvrage. 

7:46 — À l'aide d’un coton doux, elle applique son Eau Superfine pour rafraîchir sa mine et mettre en exergue le teint naturel de ses joues. Elle dépose ensuite avec ses doigts de fée, un flocon de Pommade Virginale mêlé à deux gouttes d’huile de noyaux d’abricot sur ses pommettes, son front et son délicat museau. Enfin, le coup de grâce se porte sur son regard qu’elle lisse et attendrit à l’aide de son sérum Vide Poche

7:54 — Consciente que son visage ne pourrait resplendir sans une crinière parfaitement peignée, Suzanne se munit de sa brosse à cheveux picots et entame un sérieux travail de coiffage, qui, dans les règles de l’art, s’exécute en 100 gestes répétés. Le cuir chevelu est stimulé et la chevelure virevolte, sans un épi à l’horizon. Malheureusement, le temps lui manque ce matin. Elle ne réalise que cinquante pirouettes capillaires et conserve les cinquante autres pour son coucher.

8:22 — Suzanne s’habille sans hésitation car elle sait ce qui lui va au teint et que chacune de ses tenues est minutieusement préparée la veille. Face au grand miroir qui domine son vestibule, elle se regarde une dernière fois, redresse ici et là quelques mèches de cheveux et quitte son habitat, déjà nostalgique de ce moment privilégié avec elle-même. 

(Les minutes défilent à vive allure sans que Suzanne ne ressente le besoin de retoucher sa beauté. Quand soudain... )

10:45 — C’est l’heure d’accorder à son esprit et ses mains, une courte pause. Après de multiples lavages au Savon Superfin Miel d’Angleterre (à heures éparses puisque ce geste de première hygiène instaure ses propres horaires), plusieurs poignées de main et de nombreux mots calligraphiés, Suzanne veille au bon soin de ses mains par le biais d’une noisette de Double Pommade Concrète et leur apporte toute la douceur méritée. 

12:32 — Son horloge interne – et celle qu’elle porte gracieusement à son poignée – semble annoncer l’heure du déjeuner. Suzanne saisit sa fiole miniature d’Eau Triple Myrrhe d’Érythrée, qu’elle garde toujours à portée de sac, s’en habille les poignées, s’en délecte la nuque et rafraîchit ainsi son sillage... le gage de quelques rencontres agréables. Lors de son parfumage, Suzanne garde en tête un conseil précieux qu’on lui prodigua dès l’enfance : « Un bon parfum s’ajuste à la personnalité comme à la personne, et ne doit ni précéder ni suivre trop intensément celui qui le porte. » 

14:12 — Après un déjeuner réconfortant et une courte promenade de santé, Suzanne bondit dans la salle d’eau adjacente à son poste de travail afin de brosser ses dents et rafraîchir son haleine. C’est l’Opiat Dentaire aromatisé à la menthe l’élu de son sourire. Une étape post-déjeuner qui peut sembler superflue et pourtant essentielle à la bonne hygiène buccale. 

Il pomeriggio scorre con le solite faccende, fra la redazione di mail, colloqui più o meno importanti e qualche rapido controllo dell'aspetto grazie allospecchietto portatile, opportunamente riposto nel cassetto della scrivania.

17:05 — Un brutto mal di testa arriva improvviso a incrinare l'equilibrio perfetto del suo viso: i tratti si fanno rigidi, le sopracciglia si aggrottano. Suzanne è purtroppo avvezza a questo genere di inconvenienti, quindi si è munita di un piumino rilassante con cui esegue massaggi circolari sulle tempie e ritrova così la sua proverbiale calma. 

18:26  — Gli ultimi appunti sono scritti, la scrivania è riordinata. È ora di lasciare l'ufficio. È l'imbrunire. Il cielo non mostra ancora l'uniforme manto della notte. Suzanne decide di tornare a casa a piedi per fare un po' di movimento in più. L'aria è fresca, perfetta per rinvigorire lo spirito e illuminare il viso. Il suo è un intuito naturale per tutto ciò che può - in un modo o nell'altro - esaltare la sua bellezza; ragion per cui istintivamente si fa accompagnare dall'ascolto del podcast Storici rituali di bellezza

19:17 — Rientrare a casa è ogni volta la stessa emozione, un misto di sollievo e spossatezza per l'intensità della vita quotidiana. Troverà conforto nella coordinazione millimetrica dei gesti: toglie le scarpe, appende il cappotto e gli accessori, ripone la borsa e accende la sua preziosa Candela profumata Campagna d'Italia. Un rituale perfetto per calmare la mente. A questo cerimoniale segue il momento preferito: ritornare in bagno e ai suoi gesti di bellezza. 

19:34 — Varcare la porta del bagno ora è come entrare in un tempio, con una silenziosa reverenza. Suzanne comincia con un'accurata detersione del viso, direttamente con le mani, distribuendo una piccola quantità di Baume Nettoyant Superfin. I movimenti delicati rimuovono il trucco, l'inquinamento e la stanchezza. La naturalità del viso riprende il posto centrale che merita. 

La cena sarà leggera, per non appesantire l'organismo né il sonno notturno. Non vede l'ora di godersi il comfort del letto e mettere il corpo a riposo, ma prima...

20:57 — La doccia della sera è veloce, di solito con acqua calda, per favorire il rilassamento e preparare al sonno. Man mano che l'acqua tocca la pelle, Suzanne guadagna in serenità. Dopo di che applica su tutto il corpo il Lait Virginal Lichene di Scozia e si immerge nella profumazione verde e minerale, come in un pacificante sogno a occhi aperti. È il momento di dedicarsi con grande cura ai piedi, rudemente sollecitati: un massaggio plantare con della Pommade Concrète, prima di infilare delle comode calzette di lana. 

21:25 — Di fronte allo specchio ovale del bagno, Suzanne applica dell'Eau Ionisée Hygiènique Rectifiée arricchita con acido ialuronico per detergere il viso, quindi conclude con qualche goccia di olio di lamponi. Si avvicina ancora un poco, esamina il viso e nota un brufoletto fastidioso sull'angolo del naso. Senza alcuna esitazione, applica una sola goccia di olio di nigella che agirà durante la notte compiendo il miracolo. 

21:39 — Suzanne riprende il conto dei colpi di spazzola ed esegue i cinquanta mancanti con gesti meccanici, accompagnati con un po' di macerato di rosmarino, la chiave per un cuoio capelluto sano. La notte porta consiglio, soprattutto per quanto riguarda i capelli. 

22:10 — Dopo un ultimo passaggio di tre minuti in bagno (il tempo necessario a lavare i denti come si deve), Suzanne si infila fra le lenzuola fresche e apre il libro che ha sul comodino, L'Atlas de la Beauté au naturel. Legge alcune leggende antiche, prende nota e sogna le prossime ricette che realizzerà, popolate di argille e polveri di fiori

22:56 — Uno sbadiglio improvviso trasforma la Bella di giorno in Bella di notte! Un ultimo gesto di cura, una nocciola di burro di karité sulle labbra e sulle mani, senza dimenticare le cuticole e poi si abbandona al sonno, serena e soddisfatta di sé.

"La toilette è come la cucina per la bellezza: ogni donna, ogni giorno, immagina la salsa migliore per affascinare, da servire la sera all'ammirazione famelica degli sguardi."

Alphonse Karr

BELLEZZA E CURIOSITÀ VANNO A BRACCETTO

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